In "Cena per due", Corvino ci trasporta in uno spazio emotivo dove la fine di una relazione non cancella i legami ancora presenti tra due persone. La canzone esplora la riflessione dell'autore, che si chiede se esista ancora qualcosa che unisce i protagonisti, nonostante la separazione. Lontana da facili soluzioni, questa ballata si concentra sulle sfumature di una vita quotidiana che continua a trascorrere, anche se nel cuore restano le domande e le emozioni non risolte. Un viaggio nei piccoli momenti, negli spazi intimi che parlano di un amore che persiste, nonostante tutto.
Credo che la musica possa essere per l’artista un modo per esprimere il proprio mondo e che in un certo senso possa guarire, invece per chi la ascolta possa, immedesimandosi, non sentirsi solo.
Non ho imparato qualcosa in particolare, ma ho riflettuto sulle varie fasi di crescita personale che avvengono in ognuno di noi.
Il pianoforte è stato un degno compagno di avventure, il primo mezzo per esprimere quello che avevo dentro.
Alcune volte è difficile controllare l’ansia e la malinconia che spesso sono motori della scrittura, per evitare di esasperare troppo un brano.
Quando compongo un pezzo evito sempre di iniziare dal testo e preferisco partire dalla musica.
Nell’ultimo brano “Cena per due” noto una crescita in cui mi identifico di più oggi.