Nel suo nuovo singolo, Eysa trasforma un'esperienza personale dolorosa in arte. "Incubi" nasce da un periodo segnato da sogni ricorrenti e angoscianti, e il brano esplora l'intensità di quel viaggio interiore. Con influenze che spaziano dal pop e R&B di Christina Aguilera al rock dei Linkin Park, Eysa si racconta senza paura, superando le difficoltà di esporsi come artista. Il suo sogno? Creare un album che narri emozioni vere e sincere.
Come stai vivendo l’uscita del singolo?
Mi sento esposta, ma anche orgogliosa, soprattutto quando un brano così personale diventa qualcosa di pubblico. Ora che è fuori, provo un misto di adrenalina e curiosità nel vedere come verrà accolto e se riuscirà a toccare chi lo ascolta
Raccontaci la genesi del nuovo brano: dal sound alla tematica.
‘Incubi’ è un brano nato da un’esperienza molto personale. Per oltre un mese ho vissuto un periodo complicato, segnato da un incubo ricorrente, cupo e angosciante, che ha influenzato profondamente il mio stato emotivo. Attraverso un percorso terapeutico ho capito che quei sogni riflettevano una percezione distorta e dolorosa che avevo di me stessa. Una sera, mentre mi allenavo nella scrittura, ho sentito il bisogno di dare voce a quelle sensazioni, ed è così che è nato il testo. Dal punto di vista del sound, abbiamo voluto mantenere un’atmosfera intensa, quasi onirica, che potesse accompagnare e amplificare le emozioni del brano. I suoni scuri, le armonie sospese e il crescendo finale rispecchiano proprio quel viaggio interiore tra paura e consapevolezza. Una caratteristica che mi piace raccontare nel percorso di creazione del sound del brano è l’urlo, che si tratta di un suono registrato in sala, che rappresenta proprio quell’urlo che nel sogno restava soffocato.
È stato un lavoro molto sincero, in cui ho messo dentro tanto di me, con l’obiettivo non solo di raccontarmi, ma anche di permettere a chi ascolta di sentirsi meno solo se ha vissuto qualcosa di simile.
Come ti sei avvicinata allo stile musicale a cui siamo abituati a sentirti? Quali sono i tuoi artisti di riferimento?
Nel mio percorso di crescita come artista ammetto che sono ancora alla ricerca del mio sound, e l’influenza musicale che mi ha accompagnata nel corso della mia vita riguarda un mix di generi, come il pop e l’R&B di Christina Aguilera, le contaminazioni di generi di Beyoncé, il blues e il jazz di giganti come Ray Charles, Etta James e Aretha Franklin. Mi hanno ispirato molto anche il rock alternativo dei Queen e quello dei Linkin Park, così come la melodia italiana di Mina a Mia Martini, Lucio Battisti, Anna Oxa e tanti altri. Per quanto riguarda invece artisti contemporanei italiani faccio riferimento a Ultimo, mi piace molto la sua scrittura, così come quella di Angelina Mango
Quali le maggiori difficoltà che hai affrontato negli anni per emergere nell'ambito musicale?
La difficoltà più grande, per me, è stata trovare il coraggio di espormi davvero, di raccontarmi senza paura. Anche salire su un palco e sentirmi libera non è stato semplice all’inizio. Però grazie al percorso che sto facendo all’Accademia RCvoceproduzione, sto imparando a conoscermi, a fidarmi di più di me stessa, sia nella scrittura che nella performance, riconoscendo ogni passo come una piccola conquista.
Il tuo sogno nel cassetto?
Mi piace sognare in piccolo e restare con i piedi per terra. Proprio per questo, il mio sogno nel cassetto in questo momento è riuscire a diventare sempre più fluida nella scrittura, fino ad arrivare a creare un album. Un progetto che racconti una vera e propria stagione fatta di emozioni sincere, vissute, che sento il bisogno di condividere con le persone
Quali sono i prossimi obiettivi?
I miei prossimi obiettivi sono legati alla scrittura e alla voglia di dare vita a nuovi progetti. Sto già lavorando a qualcosa di nuovo, che non vedo l’ora di realizzare e portare a termine con il supporto dell’Accademia. È un percorso che mi emoziona e mi stimola a crescere