Ispirata da mondi sonori che spaziano dai Pink Floyd ad Alicia Keys, fino al cantautorato di Sergio Cammariere, l’artista conferma una ricerca musicale in continua evoluzione.
In questa intervista per Top Stage, Blue Rose racconta la nascita del brano, le sfide del percorso artistico e i prossimi obiettivi, tra nuovi inediti e il desiderio di portare la sua musica dal vivo.
Come stai vivendo l’uscita del singolo?
Molto bene, devo dire che sono molto soddisfatta di come è uscito il pezzo.
Raccontaci la genesi del nuovo brano: dal sound alla tematica.
Il brano è nato piano e voce come alla fine tutti i miei brani, partendo dalla musica e aggiungendo le parole mentre suono gli accordi. Parlo di violenza psicologica, un tema molto forte che viene spesso sottovalutato. Ricordiamoci sempre di avere una nostra voce e un modo di fare che è solo nostro e cerchiamo di non dimenticarlo e perderci.
Come ti sei avvicinata allo stile musicale a cui siamo abituati a sentirti?
Quali sono i tuoi artisti di riferimento? A me piace molto sperimentare con i suoni, definirei il mio genere un pop elettronico, le mie influenza sono i Pink Floyd, Alicia Keys, Sergio Cammariere etc.
Quali le maggiori difficoltà che hai affrontato negli anni per emergere nell'ambito musicale?
La difficoltà più grande è “sapersi vendere” nel senso che io mi sono sempre focalizzata molto e ancora lo faccio sullo studio e sulla crescita musica e personale, trascurando forse un pò altri aspetti importante nel mondo di oggi come la comunicazione social ecc quindi cerco di fare quello che riesco nel mio piccolo anche se so che è un ambiente difficile.
Il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno è poter continuare a fare la mia musica e a rendere tutto ciò il mio lavoro.
Quali sono i prossimi obiettivi?
Far uscire altri inediti e portare live il mio progetto.

