Bi-fferent: il coraggio di rinascere e la forza di sentirsi "Nel mio prime"

redazione

 

C'è un momento preciso in cui il dolore smette di essere un peso e diventa la spinta per risalire: è da questa consapevolezza che nasce il nuovo percorso di Bi-fferent. Con il singolo "Nel mio prime", l'artista mette un punto fermo col passato, trasformando le delusioni e i rapporti tossici in un'energia urban-pop schietta e senza filtri. In questa intervista per Top Stage, Bi-fferent ci racconta la genesi di un brano che è un vero manifesto di rivalsa, parlandoci del superamento della sofferenza, dei suoi riferimenti artistici — da Marracash a Nayt — e del sogno più grande: fare della musica lo strumento per garantire un futuro sereno alla propria famiglia. Un viaggio tra vulnerabilità e determinazione, dove ogni caduta diventa il gradino necessario per raggiungere il proprio momento migliore.

"Nel mio prime" suona come una vera e propria dichiarazione d'intenti. Come stai vivendo l'uscita di questo singolo e che tipo di energia senti di aver trasmesso ai tuoi ascoltatori?Assolutamente sì, volevo che fosse un messaggio schietto, senza filtri. L’obiettivo era mettere un punto fermo e chiarire la mia posizione rispetto a certi rapporti tossici. Sto vivendo quest’uscita con molta leggerezza, anche perché dietro c'è stato un lavoro intenso e minuzioso insieme all’etichetta. Più che una speranza, è una sensazione: vorrei che a chi mi ascolta arrivasse proprio quella trasparenza lì. Mi piacerebbe trasmettere la stessa forza che ho trovato io per dire certe cose; quell'energia che ti permette di chiudere col passato e sentirti, appunto, 'nel tuo prime'

Raccontaci la genesi di questo brano: come sei riuscito a tradurre il concetto di essere "nel proprio momento migliore" in termini di sound e di scelta delle parole?
Avevo l'esigenza di lanciare un messaggio forte, di quelli che mettono subito le cose in chiaro. Volevo rispondere a chi non mi ha mai dato modo di avere un confronto reale, a chi ha preferito le 'pugnalate alle spalle' o lo shitstorming gratuito. La genesi del brano parte da qui: dalla necessità di comunicare questa presa di posizione. Una volta stabilito il concetto, tutto il resto è venuto da sé in modo molto naturale: quando hai questa determinazione, il tono della voce e l'energia delle parole seguono l'intento. Il sound non fa altro che assecondare quella voglia di rivalsa che senti dentro

Il tuo stile unisce la freschezza dell'urban alla struttura del pop moderno. Come ti sei avvicinato a questa direzione musicale e quali sono gli artisti che consideri i tuoi punti di riferimento nel panorama attuale?
Negli anni sono cambiato molto, e con me il mio modo di comunicare attraverso la musica. Mi sono chiesto come avrei potuto dare nuove forme ai miei messaggi esplorando generi diversi, e così ho deciso di uscire dalla mia zona di comfort. È stata la scelta migliore che potessi fare. Per quanto riguarda i riferimenti, guardo sicuramente ad artisti che sanno unire tecnica e contenuto come Vegas Jones, Nayt e, naturalmente, il 'King' Marracash

Affermare di essere "nel proprio prime" richiede sicurezza. Quali sono state le maggiori difficoltà che hai affrontato negli anni per arrivare a questa consapevolezza e per emergere nel mercato musicale?
È il classico concetto del 'toccare il fondo per risalire': a un certo punto ho smesso di raschiarlo e mi sono dato una spinta decisiva con le mie gambe. Penso che siamo nati per affrontare la sofferenza e, inevitabilmente, ci sono momenti che ti buttano a terra. Però sono convinto che, nel mio caso facendo musica, sarebbe uno spreco non dare una forma a quel dolore. Dopo essertelo vissuto visceralmente, trasformarlo in arte è l'unico modo per superarlo davvero. La consapevolezza di essere nel mio 'prime' è arrivata proprio così: facendo mio questo processo di trasformazione e realizzando che ogni caduta mi ha reso più forte

Oltre al successo di questo singolo, qual è il sogno nel cassetto che speri di realizzare grazie alla tua musica?
Il sogno più grande, quello che conta davvero, è riuscire a vivere di musica per poter aiutare concretamente la mia famiglia. Arrivare a fine mese grazie alla mia passione e dare stabilità ai miei cari è il traguardo che metto sopra ogni cosa. Non mi interessa stare per forza sotto i riflettori o essere al centro dell'attenzione a tutti i costi: potrei tranquillamente vivere nell'ombra, se questo servisse a garantire un futuro sereno a chi amo. Non punto alla fama fine a se stessa, ma alla libertà che la musica può regalarmi per sostenere chi mi è sempre stato vicino

"Nel mio prime" è solo l'inizio di una nuova fase? Quali sono i prossimi obiettivi e cosa dobbiamo aspettarci da Bi-fferent nei prossimi mesi?

Più che un inizio, vedo 'Nel mio prime' come la chiusura netta con certe questioni del passato. È stato il mio modo per mostrare a tutti che ho la grinta e l'energia necessarie; lati di me che non avevo ancora espresso con questa forza nella mia musica e sono felice di esserci riuscito. Come obiettivi per il futuro, mi auguro di continuare a creare con questa libertà, che sia per un album o per nuovi singoli. Voglio che ogni pezzo trasmetta sempre qualcosa di me, nel modo più autentico e vero possibile. Restate sintonizzati, perché il viaggio è appena cominciato


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