Maila: la metamorfosi pop di un'anima classica

redazione

 


Sulle pagine di Top Stage, la cantautrice Maila esplora l'intenso viaggio emotivo e musicale alla base di "Toxic". Dagli studi accademici alle influenze urban e trap, l'artista ci svela le difficoltà superate in questi anni e la profonda soddisfazione di veder crescere una community affiatata, sempre pronta a sostenere ogni suo passo e ogni sua sperimentazione sonora.

 

Ciao Maila, benvenuta su Top Stage! Il tuo nuovo singolo "Toxic" è stato fin da subito notato e inserito nella playlist "New Music Daily" di Apple Music. Come stai vivendo l'uscita del brano e l'accoglienza calorosa da parte della tua affiatata fanbase?

 

L’ho vissuta, e la sto vivendo, benissimo! È sempre un mix di emozioni pubblicare un brano che parla di un vissuto così personale, ma la community che ho costruito lo ha accolto a braccia aperte sin dai primissimi spoiler. E poi, essere entrata nella "New Music Daily" mi ha fatto volare il cuore di felicità!

 

Il pezzo tratta la profonda difficoltà di allontanarsi da un amore malato che si desidera ancora, unendo un testo autobiografico a sonorità pop, venature trap e sprazzi di spagnolo. Ci racconti l'esatta genesi del brano, dal sound fino alla sua tematica?

 

La tematica affronta in primis l'esperienza di una relazione tossica vissuta in prima persona: il rendersi conto che un legame fa male, ma non riuscire a staccarsene del tutto. A livello sonoro, volevo trasmettere il dualismo e i gusti che caratterizzano la mia identità di oggi: una produzione trap/reggaeton contemporanea unita a una melodia malinconica, un po' "old school", esattamente come piace a me.

 

Parti da una laurea in oboe e pianoforte al Conservatorio, per poi approdare a un sound decisamente più contemporaneo. Come ti sei avvicinata a questo specifico stile musicale e in che modo figure immense come Nina Simone, Alicia Keys o Elisa hanno guidato la tua identità artistica?

 

Sono partita con una formazione prettamente classica per volere della mia famiglia, ma a casa e con gli amici, in realtà, ascoltavo tutt'altro: R&B, soul e in generale cantanti dalla grande estensione vocale. Il mio voler essere come loro mi ha portata a studiare canto sempre di più, prima da sola nella mia stanzetta e poi con dei professionisti, per raggiungere quel livello tecnico. Sono quegli artisti ad aver costruito la mia cultura musicale, e ne vado molto fiera!

 

Da circa sette anni porti avanti con dedizione il tuo progetto originale, confermandoti oggi una delle giovani artiste emergenti più seguite sui social. Quali sono state le maggiori sfide o le difficoltà più dure che hai dovuto affrontare in questi anni per emergere nell'ambito musicale?

 

Le delusioni. Le persone che mi hanno "truffata" nel settore, promettendo cose per cui avevo speso tanti soldi senza ottenere nulla in cambio... Insomma, le classiche "prove" della vita. Tutto questo, però, ha accresciuto la mia tempra, rendendomi forte, indipendente e decisa su chi voglio essere e con chi voglio lavorare oggi.

 

Considerando il tuo eclettico background e la straordinaria capacità di trasformare esperienze personali in storie condivise da migliaia di fan, qual è oggi il tuo più grande sogno nel cassetto?

 

Sanremo. Assolutamente!

 

L'estate 2026 è segnata dalle note di "Toxic". Una volta terminata la promozione di questo singolo, quali sono i tuoi prossimi obiettivi discografici o live?

 

Suonare e cantare sempre di più dal vivo in giro per l'Italia, per connettermi direttamente con le persone che mi ascoltano e mi seguono. E, ovviamente, continuerò a scrivere e a comporre nuove canzoni!

 

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