Dal 3 luglio "Vuoti digitali" è approdato in rotazione radiofonica, accendendo i riflettori su uno dei progetti cantautorali più interessanti della nuova scena. Tato, nonostante la giovane età, vanta un percorso solido e sfaccettato: dai dieci anni di gavetta nei cori teatrali e le precoci esperienze sui palchi televisivi nazionali, fino agli studi universitari a Roma e alla transizione verso il canto solistico.
La sua ultima traccia raccoglie una sfida artistica non da poco: far dialogare un sound uptempo tipicamente estivo con una tematica intima, profonda e fortemente sociale, incentrata sulla finzione dei legami virtuali. Ai microfoni di Top Stage, Tato ha analizzato la genesi di questo brano, le difficoltà nel proteggere la propria autenticità musicale in un mondo iper-connesso e i suoi obiettivi di crescita nella Capitale. Sintonizzatevi sulle sue parole
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Dal 3 luglio "Vuoti digitali" arriva finalmente in radio. Come stai vivendo l’uscita di questo singolo, considerando che tocca un tema così generazionale e forte?
Innanzitutto, vi saluto e vi ringrazio per l’intervista! Sto vivendo l’uscita di “Vuoti digitali” con una continua voglia di feedback da parte degli ascoltatori. Chiedo spesso un giudizio sincero per capire quanto questo brano sia arrivato e se abbia regalato loro qualcosa. Il mio più grande obiettivo è quello di far riflettere su tematiche che sono così tanto radicate nella nostra società che spesso si tende a sottovalutarle.
Dal 3 luglio "Vuoti digitali" arriva finalmente in radio. Come stai vivendo l’uscita di questo singolo, considerando che tocca un tema così generazionale e forte?
Innanzitutto, vi saluto e vi ringrazio per l’intervista! Sto vivendo l’uscita di “Vuoti digitali” con una continua voglia di feedback da parte degli ascoltatori. Chiedo spesso un giudizio sincero per capire quanto questo brano sia arrivato e se abbia regalato loro qualcosa. Il mio più grande obiettivo è quello di far riflettere su tematiche che sono così tanto radicate nella nostra società che spesso si tende a sottovalutarle.
Il brano descrive un'esperienza vuota dominata da finte interazioni, contrapponendo la sterilità dei messaggi all'intensità dei dialoghi reali. Raccontaci la genesi del nuovo brano: come hai lavorato per far dialogare questo sound con una tematica così intima e sociale al tempo stesso?
Il brano nasce dalla voglia di creare un singolo estivo uptempo con un testo che richiami una tematica forte e fonte di spunti di riflessione. La vera sfida è stata proprio questa, rendere chiaro il tema utilizzando una melodia che spesso accompagna brani spensierati. Agli ascoltatori, poi, il compito di decretare se ho vinto la sfida!!
Dalle prime esperienze nei cori e negli eventi pubblici fino allo studio del canto solistico, come ti sei avvicinato allo stile cantautorale a cui siamo abituati a sentirti? Quali sono le tue icone di riferimento?
Sono cresciuto in una famiglia che ama il cantautorato, da Baglioni a Dalla, da Bennato a De Gregori, insomma, ogni momento della mia giornata era scandito da un loro brano! Ovviamente tutti questi artisti sono, per me, fonte di ispirazione. Nella musica di oggi, invece, mi sento di citare tre cantautori a cui faccio maggiormente riferimento: Alfa, Mr.Rain e Ultimo.
Nonostante la tua giovane età, vanti già un percorso solido che ti ha visto dividerti tra la provincia, gli studi universitari a Roma e i palchi televisivi. Quali sono state le maggiori difficoltà che hai affrontato negli anni per far emergere e proteggere la tua autenticità musicale?
La prima difficoltà che ho affrontato negli anni è stata l'interruzione forzata dell’attività canora a causa della pandemia COVID - 19. Al giorno d'oggi, inoltre, direi che la possibilità di emergere strettamente legata all'uso dei social media mi sta abbastanza stretta: infatti non amo particolarmente il mondo digitale, come si evince dal mio ultimo singolo, ma al contempo mi suscita interesse utilizzarlo al fine di arrivare agli altri con la mia musica.
Hai dichiarato che il tuo desiderio più grande è che l'anima si riempia di contatti umani e relazioni durature. Escludendo questo aspetto fondamentale, qual è il tuo sogno nel cassetto prettamente artistico?
Il mio sogno nel cassetto prettamente artistico è quello di arrivare al grande pubblico con la mia musica per regalare agli ascoltatori una parte di me e spunti di riflessione su temi che spesso si tende a sottovalutare.
Ora che "Vuoti digitali" è finalmente del pubblico, quali sono i prossimi obiettivi a breve termine nel tuo percorso di formazione e crescita nella Capitale?
L'obiettivo più grande che ho a breve termine è quello di studiare e crescere nella mia formazione artistica. Intanto mi piacerebbe che i miei testi arrivassero a quante più persone possibili, quindi continuerò l'attività di scrittura e di condivisione dei miei singoli. A presto e stay tuned!

