Dalle accademie di musical alle frequenze radiofoniche: Beatriss debutta con un brano che unisce la vulnerabilità del testo a sonorità trapsoul e R&B contemporanee.
Dopo anni di studi intensi e il rigore del teatro, la cantautrice Beatriss segna una svolta importante nel suo percorso artistico con l’uscita del singolo “Senza niente”, disponibile dal 27 marzo 2026. Cresciuta con il mito delle grandi dive dell'hip hop e dell'R&B degli anni '90 e 2000, come Lauryn Hill e le TLC, l'artista ha saputo trasformare un’intima paura di soffrire in un’estetica sonora moderna e curata. In questa intervista per Top Stage, Beatriss ci racconta la genesi del suo brano, le sfide del mercato mainstream e la ricerca costante di un'identità originale che sappia unire immagine e musica.
Come stai vivendo l’uscita del singolo “Senza niente”? Sentire la propria voce in radio dopo anni di studi e di accademia che effetto ti sta facendo?
Sono molto emozionata di essere uscita dalla mia comfort zone e di aver condiviso questa parte di me con le persone, durante il mio percorso di studi non lo avrei mai potuto immaginare. Sono curiosa di ascoltare il riscontro delle persone.
Raccontaci la genesi del tuo brano: come sei riuscita a far convivere un testo così intimo sulla paura di soffrire con un sound moderno che unisce venature trapsoul e R&B?
La musica R&B e trapsoul mi trasmettono sensazioni struggenti, intime quindi è stata proprio la musica a suggerirmi il tema della canzone e le parole da usare.
Il tuo stile richiama molto l’R&B e l’hip hop degli anni ‘90 e 2000: come ti sei avvicinata a questo mondo e quali sono le “divine” o i grandi artisti di quel periodo che consideri i tuoi punti di riferimento costanti?
Da bambina guardavo molto i videoclip musicali che trasmettevano su MTV ed è così che mi sono appassionata al mondo dell’R&B e dell’hip hop. Ci sono tanti artisti, anche di periodi posteriori, che mi influenzano. I principali sono: Lauryn Hill, le TLC, Beyoncé, i Black Eyed Peas, Jessie J, Leona Lewis, Bruno Mars, The Weeknd
Il mercato mainstream è molto competitivo: quali sono state le maggiori difficoltà che hai affrontato nel passare dal ruolo di interprete a teatro a quello di cantautrice che deve far emergere la propria identità originale?
In realtà anche il mondo del musical è molto competitivo, ed in più ti ritrovi a far audizioni insieme ad altre centinaia di persone che hanno le tue stesse caratteristiche fisiche e vocali, quindi è molto difficile far uscire la propria unicità. Dall’altro lato, farsi apprezzare dalle persone per ciò che si scrive e seguire personalmente tutti gli step che portano all’uscita ed alla promozione di un brano, è complesso. Penso che il bilancio sia pari, suppongo che per arrivare ad alti livelli, qualsiasi sia l’ambito, la strada sia tutta in salita.
Il tuo sogno nel cassetto? Sappiamo che aspiri ad una carriera fatta di costante produzione e live: c’è un palco specifico o un traguardo che rappresenterebbe il “punto d’arrivo”?
Forse un “punto d’arrivo” ben definito no, anche perché, nella musica, penso ci sia sempre da imparare, da dare e da spingersi oltre i limiti. Ho degli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere e delle esperienze che mi piacerebbe poter dire di aver fatto. Sono scaramantica quindi non li rivelerò ora, spero che nel tempo si riveleranno da soli, nel frattempo continuo a lavorare giorno per giorno.
Quali sono i prossimi obiettivi? Il video di “Senza niente” mostra una grande cura estetica tra drappeggi e metalli: continuerai ad esplorare questo legame tra immagine e musica anche nei prossimi lavori?
Nei prossimi mesi mi piacerebbe pubblicare nuova musica. Cercherò di continuare a raccontare ogni brano attraverso estetiche specifiche, per trasmettere agli ascoltatori gli immaginari che mi hanno ispirato.

