Colangeli e “Bologna Underground”: il cantautorato incontra le notti universitarie

redazione

Con “Bologna Underground”, Colangeli racconta con nostalgia e autenticità gli anni universitari vissuti nella città felsinea. Il singolo intreccia suggestioni british e cantautorato italiano, omaggiando la grande scuola musicale bolognese. Tra formazione classica, rock inglese e scrittura autobiografica, l’artista si prepara alla pubblicazione del suo terzo album. In questa intervista parla del brano, del suo percorso e dei prossimi progetti dal vivo.

Come stai vivendo l’uscita di “Bologna Underground”, ora disponibile in radio e sulle piattaforme digitali?

Sto raccogliendo feedback molto positivi per quanto concerne questo mio ultimo singolo, sia attraverso i passaggi radiofonici che attraverso la diffusione via social. Probabilmente il brano sta riuscendo a comunicare molto a chi lo ascolta, perciò sto vivendo bene l'uscita di Bologna Underground.

Raccontaci la genesi del brano: come hai unito sonorità British al cantautorato italiano per raccontare gli anni universitari a Bologna?

Ho unito in altre parole i due filoni musicali più importanti per quanto concerne la mia formazione artistica. IL cantautorato italiano per questo pezzo non mi è stato solo d'ispirazione ma viene anche omaggiato esplicitamente, mi riferisco al alcuni dei più importanti esponenti della scuola cantautorale bolognese.

Il tuo percorso attraversa formazione classica, rock inglese e cantautorato: come sei arrivato a questo stile e quali artisti hanno maggiormente influenzato la tua scrittura?

Se dovessi citare solamente tre artisti per ognuno di questi generi direi Chopin, che ho amato durante gli anni del conservatorio, gli Smiths e Luca Carboni (del quale cito letteralmente alcuni versi in questo mio nuovo singolo). Il mio nuovo album, di cui Bologna Underground rappresenta il penultimo singolo, non è altro che il sunto di questa mia triplice formazione.

Quali sono state le principali difficoltà che hai affrontato nel tuo percorso per emergere nel panorama musicale?

Aver saputo conciliare senza mai interrompere la mia vita artistica con quella universitaria prima, e da medico poi, è stata ad oggi la più grande difficoltà che ho incontrato.

Qual è il tuo sogno nel cassetto come cantautore?

Mi piacerebbe far sì che le mie canzoni riescano a comunicare, a raggiungere nel profondo chi le ascolta. Questo secondo il mio punto vista è quando dovrebbe riuscire a fare un cantautore: trasmettere il proprio mondo agli ascoltatori.

Quali sono i prossimi obiettivi, in vista dell’uscita del tuo terzo album e del tour in programma nel 2027?

Tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre verrà pubblicato il mio terzo album al quale farà seguito un tour nelle varie città italiane a partire da Gennaio 2027. In programma ci sono anche diversi Festival e concorsi ai quali parteciperò.

  

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